Dragoncello

Dragoncello

Artemisia dracunculus

MODO D'USO: 

Applicazione cutanea, massaggio

Bagni

Vie orale

Vie respiratorie, diffusione: non appropriato, anche proibito

Il dragoncello (Artemisia dracunculus), pianta vivace a cespuglio, con molti fusti assai ramificati e foglie strette, appartiene alla famiglia delle Asteracee. È originaria delle steppe dell'Asia centrale.

Tab

La moltiplicazione avviene per divisione dei ciuffi e per talea. Esistono molte specie di Artemisia (annua, arborescens, herba alba, pallens).
I due nomi, latino e popolare, del dragoncello provengono da proprietà reali o supposte. Il Medioevo vedeva nella sua radice l'immagine di un drago (drakonion in greco), lo credeva efficace contro i morsi di serpente e lo chiamava tarragon, dragona, erba del drago o artemisia serpentina. È Artemisia perché come Artemide dea protettrice delle donne, cura le affezioni ginecologiche. La pianta, introdotta in Europa dai mori andalusi con il nome di tharkoum, fu descritta per la prima volta dal grande botanico arabo del XIII secolo Ibn el-Beithar nel suo Trattato dei semplici. La considerava un ausilio prezioso per la digestione. Il dragoncello occupa il 7° posto nella produzione francese di piante aromatiche. È usato come condimento in moltissime preparazioni (aceto aromatizzato, mostarda, salsa bernese, ecc.)

Coltivazione e produzione

In Provenza la coltivazione del dragoncello per la profumeria è tradizionale, solo piccole superfici sono dedicate all'aromaterapia. Il dragoncello è considerato difficile da coltivare e non sopporta i terreni umidi durante l'inverno. La pianta è raccolta a giugno e a settembre. Per ottenere il rendimento migliore, il taglio va effettuato il pomeriggio e con il bel tempo.

Profumo

L’odore dell'olio essenziale di dragoncello è forte e un po' acre.

Estrazione e rendimento

Le piante in fiore sono distillate "in cassone" come il lavandino. Per questa tecnica rapida, la pianta è triturata al momento della raccolta e l'agricoltore può anche collegare il "cassone" pieno a un dispositivo di distillazione. Un ettaro di coltivazione permette di ottenere in media 8 tonnellate di piante fresche che danno 30-50 chili di olio essenziale ovvero un rendimento di circa lo 0,5%.

Formula chimica

I principi attivi dell'olio essenziale di dragoncello sono soprattutto fenoli metil-etere (cavicolo M.E.) e cumarine che non sono presenti in tutti i lotti, ma possono raggiungere l'1-3%.

Indicazioni principali

Il dragoncello è un tonico digestivo. Stimola l'appetito e non è solo, come si ritiene spesso, un rimedio molto efficace contro i disturbi digestivi quali colite e aerofagia. Potente antispastico, combatte anche le allergie respiratorie, i dolori reumatici e quelli mestruali (dismenorrea), le nevriti e polinevriti, i crampi e gli spasmi (singhiozzo).